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Kayak - Ruvuma riverů nipe tano!

di Francesca   —   17 settembre 2019

Si riparte! Anche quest’anno si presenta un’occasione unica… il Ruvuma, fiume in Tanzania che segna il confine con il Mozambico. Il progetto parte da Michele di PAMS Foundation che coinvolge l’amico Massimo per partecipare alla prima spedizione in canoa nel fiume Ruvuma. L’idea è coinvolgere le popolazioni locali per intraprendere questa attività turistica guidata da PAMS, costruendo le canoe canadesi e coinvolgendo i villaggi della zona, prima che vengano raggiunti da un turismo sfruttatore e consumistico. Massimo inizia a formare un gruppetto di canoisti che piano piano si definisce… alla fine siamo in 11: Massimo, Fred, Furio, Remo, Picchio ed io (Franci), gruppo ormai consolidato del Colorado 2018 e Sergio, Daniele, Nicola, Renzo e Aldo. Inizia l’avventura! Anche i nostri accompagnatori/organizzatori sono in 11: Mic e la sua compagna Anna, Elsa, Lusaka e John di PAMS foundation, Thad, Zac e Giac di Dorobo Safari, Edwin e Deo (2 ranger armati) e il capo di uno dei villaggi incontrati lungo il percorso, Jangala. In questa avventura sono implicate inoltre anche molte altre persone che lavorano fuori dal fiume, tra cui Krissie e Max di PAMS, il capo della polizia di Dar Es Salam Mihayo che ci seguirà dall’alto in tutto il percorso e molti altri di cui purtroppo non sono a conoscenza.


Si tratta quindi di una spedizione particolare: la prima in questo fiume, ma in generale in questa zona così remota dell’Africa. Percorreremo circa 170 km in un ambiente tutto da scoprire, attraversando per vari giorni la riserva Mwambesi, con la sua natura incontaminata e selvaggia, paesaggi incantevoli e tramonti mozzafiato. Nipe tano! (batti un cinque!)


I ragazzi raggiungono l’imbarco dopo un lungo e faticoso viaggio in fuoristrada, ma vengono accolti dal primo villaggio con una bellissima festa, danze e maschere africane. Io li raggiungerò un paio di giorni dopo con la Mamba di Sergio (burbata enorme della Franci, ma questa è un’altra storia). Che favola, il Ruvuma!!


Ci portiamo tutto il necessario nelle nostre canoe, le cose personali, un cambio, il saccoapelo, le tende, il cibo in contenitori frigorifero e l’acqua. Tre volte dalla strada arrivano i rifornimenti di cibo e acqua con i fuoristrada. Durante i primi giorni percorriamo molti km, il fiume è largo e l’acqua è ferma, spesso incontriamo grandi secche e dobbiamo cercare attentamente la lingua da seguire per non arenarci. A volte ci troviamo spiazzati dalla linea del nostro capo villaggio pirogatore, che con il suo bastone cerca le vie con acqua bassa, mentre noi canoisti tendiamo a ricercare l’acqua… ma meglio non dividersi, nessuno sa dove portino le diverse anse del fiume e dove e soprattutto quando ritrovarsi… Attraversiamo zone ancora abitate e alcuni villaggi ci accolgono con grandi festeggiamenti… è molto emozionante!


Nel pomeriggio cerchiamo il campo dove montare le nostre tende (fornite da Dorobo), in genere ampie e bellissime spiagge in riva al fiume. In tutti i campi incontriamo diverse orme… elefanti, ippopotami, leoni… a volte cerchiamo di seguirle, ma per prudenza non ci addentriamo mai troppo all’interno del bush. I pasti vengono preparati dai locals, la cena sempre molto abbondante con carne e verdure, accompagnate da pasta o riso; noi cerchiamo di dare una mano, ci rilassiamo e ci godiamo la serata. Spesso il dottore si occupa di noi offrendoci le sue cure, Furio e Anna si dedicano appassionati alle fotografie, Massimo scrive, Thad fa il burlone con la cioccolata tanzaniana… Il fuoco è una certezza, Renzo lo rimpingua e le immancabili barzellette di Aldo sono esilaranti… soprattutto quelle trilingue, italiano, inglese e swaili! Nipe tano!


Il quarto giorno incontriamo le prime rapidine di II-II+… le barche in resina si riempiono d’acqua alla prima ondina e si spaccano al minimo contatto con le rocce… iniziano le avventure dei locals che alla loro prima esperienza in canoa fanno qualche bagnetto e perdono qualche pezzo. I canoisti si danno un gran da fare per recuperare tutto, uomo, canoa, borse, tende… Io ho l’onore di aprire in kayak la prima rapida del Ruvuma! Il fiume si stringe e troviamo alcune rapide percorribili solo in kayak (ne avevamo portati 2 dall’Italia) e un giorno ci divertiamo ad alternarci per fare e rifare un paio di rapide. Nipe tano! Poi le rapide aumentano di difficoltà e anche qualcuno di noi canoisti inizia ad imbarcare acqua con le canadesi nelle rapide e ad affondare… l’avventura non manca!


Un paio di volte il fiume sparisce e dobbiamo passare in mezzo alla boscaglia… un pirogatore della zona salta fuori dal nulla e ci accompagna facendoci strada… Massimo si esalta, è una vera esplorazione!


Più di una volta incontriamo gli ippopotami… vediamo gli occhi in lontananza che emergono dall’acqua e si rituffano scomparendo… 2, 4, 8, 16… a volte sono davvero tanti, qualche volta soffiano e con il loro verso ci intimano di andare via… e così facciamo molto velocemente… Infine arriviamo alla gola: Giac, l’unico ad aver già percorso questo tratto di fiume, ci avvisa che probabilmente avremmo dovuto trasbordare… e così facciamo, trasbordi vari lunghi e faticosi… Si danno tutti un gran da fare… Zac è un portento e Nic è sempre pronto a darmi una mano. La rapida più grossa è un IV+ V, piuttosto sporca e pericolosa, e visto il luogo sperduto in cui ci troviamo trasbordiamo tutti. Dopo uno dei vari trasbordoni, solo Fred e Sergio fanno una gran bella rapida in kayak, nessun altro però ha voglia di risalire per rifarla. Verso la fine della gola, Remo, stufo dei trasbordi, decide di fare una rapida con la canadese; io lo accompagno col kayak… e anche Remo affonda, ma irriducibile arriva a riva da solo e recupera tutto… nipe tano!


Allo sbarco a Mesechela siamo tutti stanchi, ma felici; il viaggio è stato una grande emozione, la scoperta di una zona così sperduta e selvaggia della Tanzania… Ci spostiamo in furgone a Tunduru dove ci accolgono per una cena in grande gli abitanti, vari rangers, forestali, polizia e Presidente della Provincia; la TV tanzaniana ci riprende… insomma, un successone. Mic è supercontento di raccontare della prima spedizione sul Ruvuma… e già pensa ad organizzare la prossima!


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