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ALTRO - Palaronda Hard Trek

di Gange   —   02 settembre 2019

Palaronda Hard Trek... No, non si tratta di un puttan-tour ma di un itinerario di su vie ferrate e sentieri EE che attraversa le Pale di San Martino, nelle Dolomiti.

Da qualche anno il mio momento di vera vacanza estiva si concretizza in un giro in montagna con Stefano, il mio amico di infanzia.è stato lui che ha tirato fuori dal cilindro questa proposta decisamente ghiotta.

In Primis da bravi piemontesi non conoscevamo la zona e poi l'opportunità di alternare nella giornata il "semplice" (si fa per dire) trekking a vie ferrate.Special guest Giorgio, mio ex collega anche lui appassionato di montagna con il quale mi capita di fare gite sempre interessanti

Il primo giorno partiamo dal Colle Verde, poco sopra S. Martino di Castrozza e tramite la bella e lunga ferrata Bolver Lugli arriviamoa al bivacco Fiamme Gialle. Da li, dopo un meritato svacco saliamo alla Cima Lavezzana, la più alta del gruppo e poi altre 3 ore attraversando nevai e sentieri piuttosto esposti per finalmente raggiungere il più vicino spillatore di birra: il rifugio Pedrotti. Questo primo giorno ci da la cifra di tutto il giro, inanzitutto i momenti adrenalinici non sono le ferrate, perfettamente attrezzate e mantenute, mapiuttosto i molti sentieri esposti. Quassù di terra ce n'è davvero poca e i sentieri sono in realtà tracce ideali tra pietraie e lastroni di roccia, fortunatamente la dolomia assicura un ottimo grip sugli scarponi.

Dicono che l'altopiano delle Pale abbia ispirato Buzzati per la trama de "Il deserto dei Tartari", beh almeno ho capito perchè 'sti tartari non arrivavano mai: abituati a pianeggianti deserti sabbiosi si saranno cagati sotto e avranno battuto in ritirata.

Momenti clu nella prima serata: la faccia di una tizia seduta al nostro tavolo quando Stefano auspica l'utilizzo di dinamite per la "manutenzione" dei sentieri e io che mi accorgo di avere i pantaloni rotti sul sedere esibendomi in esercizi (riusciti) di sartoria, alla faccia delle gufate.

4 giorni tutti molto belli, anche i momenti tra le nuvole avevano il loro perché.

Rifugi visitati: Pedrotti, Velo della Madonna, Pradidali. Sicuramente quello che ci ha lasciato il miglior ricordo è stato il rifugio del Velo della Madonna: gran paesaggio, buona cucina, gestore simpatico. Poco male che l'acqua fosse contingentata, tanto lo spillatore funzionava benissimo.

7 tra ferrate e sentieri attrezzati: Bolver Lugli, Forcella Stephen, sentiero Gusella, Ferrata del Velo, sentiero dei cacciatori, ferrata del Col Porton, Ferrata della Vecchia.

i luoghi e i panorami degni di nota sono stati innumerevoli, ma la zona è molto estesa, chissà che in futuro non si torni a vedere il resto.

Unica nota triste, vedere in prima persona i boschi danneggiati dalle trombe d'aria dell'anno scorso.

La finisco qui, altrimenti finirei in competizione con JC per la lunghezza del report.
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