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MTB - Varazze Discovering the Pigo's Trail

di JC   —   13 marzo 2019

SYNTHESIS ZONE ...

- Partire incrinati è sempre un bel giochino, tornare non più scomposti che alla partenza è ancora meglio, anche perché l’unica cosa veramente scomposta era la millefoglie della sera … e il suo l’aspetto era tutt’altro che da Pronto Soccorso! 

- Riconoscere che c’è ancora qualcuno che si droga di entusiasmo ha un suo perché (Pigo docet)

- Grupponzo eterogeneo: dagli “zappatori delle highland liguri” ai “marittimi devoti di Santa Focaccia da Mais”, dai raider “tranquilloni” ai “lancieri della pedalata”, dalla Grimbergen double ambreé al Negramaro del Salento (anche questo fa “team building”), dagli “scappati di casa” agli “scappati a casa” … insomma di tutto un pò

- Panorami variegati e variopinti: complici il sole, il vento, le sottili velature, i prati brulli e non ancora fioriti, nonché il mare che si perde lontano all’orizzonte …

- Presenti: Pigo (ovviamente), Roby il cuoco, Oscar, Nieddu, La Mario, Cinzia, Tex ed io 

- Incidenti di percorso? Nulla di anormale rispetto al solito: io ribaltato per evitare di metter giù il piede malandato e quindi con “gnola” sotto il ginocchio, Mario che esegue un passaggio eseguendo una sterzata improvvisa (a 90°)  verso sx come se la bici fosse preda del demonio, ma il tutto senza danni  … la solita manata e forse qualcos’altro.

- Danni collaterali: Kcalorie consumate almeno 200, ingerite circa 3000!!! :-o .. ma ogni tanto ci sta!

Foto a cura di JC e Cinzia (rubate da Whatsapp)

EXTENDED VERSION

- Giovedì 07/03 (l’antefatto):  piede gonfio da una settimana causa tentativo di attraversamento di un muro non riuscito (ha vinto lui :-o) quando all’improvviso arriva la “chiamata alle armi”:

sabato Pigo’s trail con avvicinamento per gente allenata!!! Allenata? Allenata significa pedalare in salita e io questa settimana avrei già problemi in discesa!!! … ci penso un po’ su, ne parlo con Mario e decidiamo che se il Foot-test sugli sci previsto per il giorno successivo  dovesse avere esito positivo si potrebbe fare. Al limite ipotizzo una “pedalata parziale” per poi tornare giù lasciando agli altri la discesa. Ma vi rendete conto come sono messo male? non è da me pensare a pedalare invece che a precipitare: si vede che con la botta all’altra estremità del corpo si è invertito il  moto del mono-neurone e con esso i concetti di “salita” e “discesa”!

- Venerdì 08/03 (le decisioni): test passato con soddisfazione … il piede regge anche se non per tutta la giornata (soprattutto dopo uno snowboard nelle caviglie), si contratta con Roby i 1000 m di dislivello e si riducono a 400 più eventuali altri 400, ma con beneficio d’inventario. 

- Sabato ore 10.30 (preambolo e azioni previste e impreviste): il gruppone ”slow-thought” si riunisce a Varazze per un brain storming completamente casuale a seguito del quale ognuno recepisce un pensiero diverso: per arrivare al Pigo’s trail si ipotizzano differenti possibilità di risalita pedalata (versione 1.1., 1.2 , 2.1 ….) giungendo alla conclusione che la stessa si potrà saltare a piè pari arrivando praticamente in cima in auto. Decisione di grande soddisfazione … approved!!!    

Arrivati quasi in cima al Beigua la mente del cuoco, invece che ai pedali, si proietta in futuro prossimo ipotizzando un giro a breve con annessa sosta per pantagruelica grigliata … evvvai!!!

Poi puff … la nuvoletta con l’idea della grigliata scoppia e si da il via a una “faticosissima salita di almeno 50 m. di dislivello dall’area pic-nic fino al Rifugio Monte Beigua,  seguita da una discesa per prati e sentieri spaccati” fino al Rifugio Pratorotondo dove, dopo ben 10 minuti, c’è già la pausa caffè … mi piace!!! Così si fa! (N.d.R.: da un rapido esame il menu si annuncia interessante: da tornarci senza bici e a stomaco vuoto)!   

Pronti, partenza …via: ci mancano nell’ordine “la bottiglia di Don Perignon del 69”, la “contessa Serbellon Mazzanti Vien dal Mare” , la rincorsa da 32 m., un arcivescovo a cui amputare il dito mignolo e la blasonata mascotte di 102 anni baronessa Filiguelli de Bonchamps,  ma il Pigo’s trail e tutti i partecipanti vengono varati ugualmente!

Il ritmo di percorrenza del trail si alterna in relazione al suolo e al tracciato che cambia di continuo:  spaccato, prato, terra, lastre, compressioni, curve strette e dolci pendi, il tutto con paesaggi che in alcuni casi (grazie anche ai giochi di luce che si vengono a creare per merito di sole, nubi, vento e mare) sembrano dipinti … e intanto la mente vaga pensando a Pigo che preso dall’entusiasmo si è sparato su e giù per un anno e più con zappa, decespugliatore e vanga sfidando meteo, autorità, collassi, animali feroci (n.d.r.: i locals), cavallette, pestilenze, inondazioni, piogge di meteoriti, invasioni aliene, formiche leone … nonché fiumi di birra e kg di focaccia con farina di mais!!!

Raga, che culo che si è fatto…  e non ha ancora finito! Se penso che poi il tutto dovrà essere manutenuto non mi viene che da proporre una ola di gruppo!!!  Grande Pigo … come dice mio figlio: “Basta crederci!”.

Bando alle ciance … il percorso prosegue intrecciandosi con altri trail e camminamenti fino alla sua conclusione a Sciarborasca appena dopo un tratto ancora tutto da “scoprire” e sistemare nel corso del quale ognuno da il suo parere su come migliorarlo con affermazioni del tipo: “Ma si, taglia lì, riempi là, sposta quei due massi, fai un ponte qui, dietro la curva facci un terrapieno, …”.

Tanto che ci frega, … lo fa Pigo! AHAHAHAHAHAH!!!

Anzi, lancio un appello:  “Pigooooo, già che ci sei butta lì anche una S.p.A., cerca una fonte termale e mettici dentro anche una piccola taverna e del buon vino … vedrai che poi qualcuno ti chiederà anche due hostess!”

Arrivati a Sciarborasca il gruppo si divide in:

- “stacanovisti” che si buttano in pedalata verso la il muraglione e da lì all’insolita Madonna della Guardia per poi scendere a Varazze (“Insolita” perché per me la Madonna della guardia è a Finale e “Madonna” perché vista da Sciarborasca la stessa mi pare un miraggio);

- “vacanzieri” (io, Cinzia e Mario) che ci dirigiamo verso Cogoleto e subito dopo a Varazze via ciclabile per poi terminarci in spiaggia con birra e patatine … la vera fatica è stata resistere ai piatti di calamarata e di fritto misto al Santa Caterina Beach Restaurant, ma abbiamo le spalle larghe e, da veri eroi quali siamo, ce l’abbiamo fatta!!!

Ore 16 circa: ricongiungimento del gruppone al bar del mercato, altra birra, recupero auto e successiva diaspora  che ha visto sparire nell’ordine anche Tex e Nieddu (Pigo nel frattempo si ere già dileguato).

 e lì noi reduci e irriducibili (io, Mario, il Cuoco, Oscar e Cinzia) ci siamo dovuti immolare a Masone dove, rifiutati da Pippi e a dispetto delle temperature in calo nonché del vento battente dovuto a un Eolo dispettoso che soffiava con gran foga, ci siamo dovuti barcamenare fra zuppe, impepate di cozze, tagliolini ai tartufi, tagliate, filetti e dessert di vario genere accompagnati da due bottiglie di Negramaro (la prima restituita per sentori di tappo, ma la seconda assolutamente all’altezza dei suoi 16°)!!!    … e per chi non c’era “Prrrrrrrrrrrrrrr!!!!”       

Alla Prox … con la grigliata!!!

Giorgio (JC)
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