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ALTRO - MOO 2023

di Gange   —   19 febbraio 2023

Foto mie e di Federica Friz

 "D\\\'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda" (Italo calvino, Le città invisibili)

Ancora una volta il MOO, Milano Orbital Orienteering, a questo giro squadra KTT ridotta siamo solo io e la Friz.

La formula di gara è sempre quella: orienteering ma non solo, divertimento ma non solo:

C\\\'è sempre il prologo/monologo/performance di Remo;

"A questo giro ho alzato l\\\'asticella ma tranquilli, non vi faccio fare nulla di illegale, almeno credo"

"laggiù sarete soli, più o meno"

Il tutto condito con le sacrosante frecciate contro una narrazione vuota sui temi del sostenibile, green ecc.

C\\\'è il contrasto tra l\\\'angolo Louis Vuitton di San Babila e l\\\'angolino dietro l\\\'edificio dismesso di Lambrate, come dire dalla Milano da bere alla Milano da pisciare.

Ci sono le testimonianze della partecipazione attiva dei cittadini che riescono ad opporsi all\\\'abbatimento di un murales mentre altri cittadini in altri quartieri si dedicano a speculazioni edilizie creative convertendo negozi abbandonati in improbabili monolocali per studenti.

C\\\'è il nuovo che avanza come la nuova linea M5 con le fermate che riqualificano l\\\'arredo urbano. Oggi i fortunati bambini che vivono in zona Argonne possono fare bouldering su una struttura con ben 87 prese, si, le ho contate tutte mannaggia.



Ci sono gli immancabili spazi vuoti che la città si dimentica mentre cambia forma freneticamente, come lo scalo Farini o le aree sotto i piloni della tangenziale Est. Tu sei li che ci corri consapevole di vedere qualcosa che i più ne ignorano l\\\'esistenza ma allo stesso tempo sei grato che non sia notte.

Momenti memorabili di questa edizione?

Partirei da noi due che impazziamo a cercare i punti di controllo nella stazione metro di Repubblica credendo di essere in Centrale, per la serie è meglio essere in tre così ce n\\\'è almeno uno che mantiene i neuroni ossigenati, un  po\\\' come l\\\'astemio che guida il sabato sera.

La Friz che quando attraversa le aiuole ha paura di pestare m* di cane ma poi finisce per pestarne una di cristiano (oddio, non so se era proprio cristiano)

Sempre la Friz che va in ansia agonistica quando realizza che una squadra di quelli con il "cappottino della domenica" (autocitazione) potrebbe batterci e per poco non capitava.

Poi il fantastico scalo Farini, dove una porta seminascosta nella stazione del passante ti trasporta in un\\\'altra dimensione, un limbo di rotaie coperte dai rovi e spazi deserti. Qui Remo meriterebbe un premio del comune per aver dato un senso alla vita della guardia del passante ferroviario che a furia di vedere movimenti strani ha sgamato quelli che sono passati dopo di noi, non gli sarà parso vero di avere qualcosa da fare.

Grande sollazzo anche dei residenti che dal balcone osservavano gente strana scavalcare il muro di cinta di quel luogo che vedono tutti i giorni dalla finestra senza poterci accedere perché ignorano l\\\'esistenza del "passaggio magico".

Infine un grande classicone del MOO: il giro in centro con incrocio con la F di legno tirata da gara. Ella guarda schifata \\\'sta gente sudata che sale sul suo stesso bus, contemporaneamente una pattuglia di sciure in assetto domenica a teatro, incuriosite, ti invitano a sederti vicino, chiedono cosa stai facendo e ti prendono in giro perchè con il tuo accento piemontese dici alla Friz di

"schisciare il bottone della fermata".

Avrei tanto altro da scrivere, di cose in 6 ore ne capitano, ma penso che sia giusto concludere ringraziando Remo, la mente che con le sue aiutanti riesce a muovere tutta questa gente variopinta, quest\\\'anno addirittura 55 squadre e, almeno per un giorno, farmi apprezzare Milano.
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